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Il ruolo dell'Italia


Iniziative italiane in ambito euro-mediterraneo

La nascita della Fondazione Euro-Mediterranea per il Dialogo tra le Culture, l'evoluzione del Fondo Euro-Mediterraneo di Investimento e Partenariato (FEMIP) e l'inclusione, con funzioni consultive, dell'Assemblea Parlamentare Euro- Mediterranea nel Processo di Barcellona, costituiscono alcuni tra i risultati di maggiore rilievo raggiunti in occasione della VIa Conferenza Ministeriale Euro- Mediterranea, svoltasi a Napoli il 2 ed il 3 Dicembre 2003.

La Conferenza di Napoli, cui hanno preso parte i Ministri degli Esteri dell'UE allargata e i Ministri degli Esteri dei Paesi Terzi Mediterranei membri del Processo di Barcellona - Israele, ANP, Libano, Siria, Egitto, Giordania, Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia - ha contribuito a rilanciare il Partenariato Euro-Mediterraneo, avviato a Barcellona nel 1995 con la Ia Conferenza Ministeriale Euro- Mediterranea. I risultati ottenuti, in linea con le aspettative dalla Presidenza italiana in questo settore, sono testimonianza del rinnovato impegno per il dialogo, la convivenza e il reciproco riconoscimento tra i popoli e le culture che condividono la stessa area geografica.

All'evento hanno anche partecipato, in qualità di osservatori, i rappresentanti di Libia, Mauritania, Bulgaria, Romania, Lega Araba e UMA (Unione del Maghreb Arabo). Erano infine presenti l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, Javier Solana, e il Commissario per le Relazioni Esterne, Chris Patten.

La nuova ''Assemblea Parlamentare Euro-mediterranea'' si configura quale foro consultivo permanente composto da 240 deputati, 120 dei quali provenienti dai Paesi Partner Mediterranei e 120 dall'UE (75 designati dai Parlamenti nazionali e 45 dal Parlamento Europeo). La Presidenza verrà attribuita su base rotatoria annuale con l'alternanza tra Nord e Sud. La prima sessione si è tenuta il 22 - 23 marzo in Grecia. I lavori saranno strutturati all'interno di tre Commissioni parlamentari, incaricate rispettivamente di seguire i tre dossier del Partenariato Euro-mediterraneo: cooperazione politica e di sicurezza; cooperazione economica e finanziaria; cooperazione nei settori sociale, umano e culturale. La nascita dell'Assemblea Parlamentare Euro-mediterranea è stata proclamata alla vigilia della Conferenza dai delegati dei Parlamenti di tutti i Paesi membri del Processo di Barcellona, alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo, Pat Cox.

A Napoli, è stata anche sancita la nascita della Fondazione Euro-Mediterranea per il Dialogo tra le Culture. La Fondazione si propone quale catalizzatore di tutte le iniziative volte a far crescere il dialogo e la "reciproca comprensione" tra i popoli che si affacciano sul Mar Mediterraneo. La sua architettura, gli obiettivi e i campi di attività sono stati messi a punto e concordati durante il Semestre. L'Italia ha presentato la candidatura di Roma quale sede della Fondazione. Tale candidatura è al momento in competizione con quelle di Alessandria d'Egitto, La Valletta e Nicosia.

Quanto al Fondo Euro-Mediterraneo di Investimento e Partenariato (FEMIP), a Napoli i Ministri degli Esteri hanno avallato la decisione con cui il Consiglio ECOFIN dello scorso novembre ne ha rafforzato l'assetto, arricchendone il ventaglio di strumenti operativi e la dotazione finanziaria, con una prospettiva di possibile trasformazione in filiale autonoma della BEI sulla base di un consuntivo previsto per fine 2006.

Sull'Iraq, nel documento finale si è auspicata una tempestiva reintegrazione della sovranità irachena e la assunzione di un ruolo centrale da parte dell'ONU nella ricostruzione.

La Conferenza ha infine sottolineato l'importanza della cooperazione e del dialogo tra le Regioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. In particolare, i Ministri degli Esteri dei 35 Paesi Partners, hanno accolto le Conclusioni della Conferenza di Palermo (27 e 28 novembre 2003), che ha chiuso un ciclo di eventi tenutisi durante il Semestre con la partecipazione dei Rappresentanti dei Governi locali Euro-Mediterranei.




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