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I trasporti marittimi nel Mediteraneo
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Il programma di lavoro approvato in occasione della Conferenza di Barcellona del 1995 ha dedicato un’attenzione particolare ai trasporti marittimi, essenziali per agevolare il funzionamento del partenariato euromediterraneo.
Il programma prevede tra l’altro: lo sviluppo ed il miglioramento delle infrastrutture, lo sviluppo delle tecnologie dell’ informazione, l’ ammodernamento delle telecomunicazioni, e l’impegno a rispettare le norme del diritto marittimo internazionale ( con particolare riguardo alla libera prestazione di servizi nel settore dei trasporti internazionali ed il libero accesso ai carichi internazionali).
Nel settore delle infrastrutture di trasporto, al quale la Commissione ha dedicato un Libro Bianco nel settembre 2001, la prima necessità è stabilire con i partner mediterranei piani per le infrastrutture più importanti ed assicurarne l’interconnessione con le reti transeuropee.
Nell’ambito del programma regionale MEDA, si stanno preparando l’interconnessione delle infrastrutture e l’armonizzazione normativa in materia di trasporti, energia e telecomunicazioni (reti transeuromediterranee), finanziabili mediante prestiti e capitali di rischio delle istituzioni finanziarie internazionali e della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) attraverso la linea di credito per gli investimenti e il partenariato euro-mediterraneo (FEMIP).
Il traffico marittimo rappresenta oggi una parte importante nell’economia dei Paesi dell’area MEDA. La maggior parte del commercio estero di questi Paesi avviene infatti per via marittima ed, in termini di volume, il
trasporto marittimo è dominante nello scambio di merci tra l’area MEDA e l’Unione Europea (74% circa sul totale degli scambi nell’anno 2000).
L’Unione Europea è infatti il maggiore partner commerciale marittimo per diversi Paesi mediterranei, soprattutto nella regione del Maghreb. In termini percentuali, il trasporto marittimo con l’Unione Europea rappresenta
circa il 60% del totale dell’Algeria, il 54% per il porto di Limassol (Cipro) ed il 43% per il Libano.
Includendo il traffico da e verso gli altri Paesi europei al di fuori dell’Unione, queste percentuali superano spesso
il 60%. Unica eccezione è la Giordania, che non ha accesso diretto al Mediterraneo. Il porto di Aqaba è infatti sul Mar Rosso, posizione che privilegia gli scambi commerciali marittimi con i porti dell’Asia,
dell’Estremo Oriente e dell’Australia (51.5%) e solo parzialmente con l’Unione Europea (13%).
Il traffico marittimo commerciale nell’area MEDA è in costante aumento: nel 2000 ha registrato un incremento del 12.8% rispetto al 1998. La rapida crescita del trasporto commerciale marittimo ha riguardato negli ultimi anni la maggior parte dei Paesi MEDA, in particolare Malta (+16%) e Turchia (+11%).
Con un movimento pari a circa 150 milioni di tonnellate, i porti della Turchia assorbono circa un terzo del totale
del commercio marittimo mediterraneo, seguiti da Algeria (100 milioni), Egitto (55 milioni) e Marocco (53 milioni).
Di rilievo anche il trasporto marittimo di passeggeri, seppure ancora circoscritto ad Egitto, Maghreb e Turchia.
Anche l’industria legata alle crociere è in espansione verso tutte le destinazioni turistiche dell’area MEDA, oltre che a Cipro e Malta.
L’area dei Paesi MEDA comprende 58 grandi porti commerciali, di cui 17 in Turchia, 8 in Algeria, 8 in Marocco ed uno ciascuno in Libano e Giordania.
I tre porti maggiori in termini di tonnellaggio sono Bethioua (Algeria), Izmir (Turchia) ed Alessandria (Egitto).
Anche i maggiori porti europei del Mediterraneo hanno fortemente incrementato il loro traffico dal 1995 ad
oggi. L’incremento del traffico contenitori nei porti mediterranei è stato percentualmente superiore a quello dei porti del Nord Europa perché, contrariamente al passato, nel Mediterraneo si sono offerti:
- prezzi convenienti
- tempi rapidi
- servizi garantiti
- frequenze di approdi
Lo sviluppo dei trasporti marittimi dovrebbe pertanto essere privilegiato creando “autostrade del mare” che colleghino i principali porti mediterranei.
Particolarmente importanti sono nel Mediterraneo i trasporti marittimi di breve percorso, a causa delle distanze ravvicinate e della scarsità in molte zone di percorsi terrestri praticabili.
L’Unione Europea ritiene che lo “short sea shipping”, come trasporto marittimo intermodale alternativo al
tutto strada sia oramai un’esigenza. Il Libro Bianco sui trasporti del settembre 2001 prevede che entro il 2010 avremo il 39% di domanda di trasporto interno e solo il trasporto ferroviario e marittimo possono far fronte
a questo incremento; la ferrovia trova ostacolo nei valichi alpini, il mare offre buone possibilità.
I servizi di trasporto marittimo a breve distanza sono pertanto un elemento integrante della catena del trasporto multimodale (trasporto stradale / trasporto marittimo o trasporto ferroviario / trasporto marittimo). Si dovrebbe inoltre sviluppare un sistema di trasporto multimodale aereo-marittimo, il quale potrebbe essere
completato da collegamenti terrestri che contribuirebbero allo sviluppo degli scambi tra paesi del Sud della
regione mediterranea. Sotto questo profilo una funzione importante sarà svolta dalle piattaforme multimodali
(collegamenti tra porti e aeroporti e i loro hinterland).
Oggi tutti i Paesi dell’Unione hanno un ufficio per la promozione del trasporto marittimo a breve distanza perché sono convinti che un unico ufficio che rappresenti i porti, gli armatori ed altri soggetti garantisca lo sviluppo di questa modalità.
In realtà lo “short sea shipping” e le “autostrade del mare” non sono contro il trasporto terrestre, al contrario vogliono accompagnarlo, essere parte dello stesso sistema e sbocco naturale dei corridoi di trasporto terrestre.
Molti corridoi europei giungono infatti ai porti mediterranei e da questi le merci proseguono via mare il loro viaggio multimodale. Certamente il futuro dei trasporti marittimi euromediterranei sarà in forte espansione sia
per la normale crescita sia per il recupero di questi traffici che nel passato si erano diretti verso i porti del Nord Europa. L’area di libero scambio prevista dal partenariato euro-mediterraneo incrementerà il commercio e con
esso i trasporti nell’area MEDA.
In particolare, per concretizzare “le autostrade del mare”, ovvero quella rete che raccorda tutti i porti del
Mediterraneo, occorrerà nei prossimi anni:
- eliminare i colli di bottiglia esistenti nei porti che ostacolano il passaggio dal trasporto marittimo a quello
terrestre e viceversa;
- incrementare le infrastrutture fisiche ed informatiche dei porti;
- eliminare o almeno snellire i vincoli procedurali e burocratici connessi alla partenza ed all’arrivo delle navi
nonché l’imbarco e sbarco delle merci.
Molto potrà fare l’Unione Europea con i suoi progetti di finanziamento nonché con gli accordi multilaterali,
in merito ai quali sarà importante unificare la legislazione internazionale, in particolare quella relativa al commercio
internazionale, alla navigazione ed alle dogane.
Lo sviluppo dei trasporti nel Mediterraneo necessita di un quadro di relazioni multilaterali stabile e duraturo tra UE e Paesi MEDA. Relazioni che potranno concretizzarsi attraverso l’avanzamento del processo di partenariato.
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